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La Storia della Magia – [Part 2]

La rinascita dell’ arte magica fu lenta e i primi riferimenti ai “nuovi” maghi sono del XV secolo. Negli anni successivi la magia diventa finalmente arte di intrattenimento: i prestigiatori, o “giocolatori” come venivano chiamati, stupivano e divertivano la gente per la strada senza alcuna pretesa, si presume, di avere poteri soprannaturali.
Nel 1584 viene pubblicato il primo libro per spiegarne i trucchi: “The discovery of witchcraft” (La scoperta della stregoneria) ad opera di Reginald Scot. Ma l’ influenza dei secoli bui era ancora forte e il Re d’ Inghilterra Giacomo I ritirò e diede alle fiamme tutte le copie reperibili della prima edizione sostenendo che streghe e stregoni dovevano essere bruciati sul rogo. Persino il libro di Scot fu considerato ‘eretico‘ e come tale dato alle fiamme. Se ne salvarono pochissime copie. Ma erano le ultime ’scintille’ di una mentalità vecchia destinata comunque a scomparire.
Nel XVII secolo, infatti, vi fu il moltiplicarsi degli artisti che, dalla strada, passarono addirittura nei salotti dei nobili per divertire e stupire con la loro arte. Dell’ epoca ricordiamo il prestigiatore Alberto Francese (1600), abilissimo nel manipolare le carte da gioco e scrittore di un libro sull’ argomento. Con il XVIII e il XIX secolo si entra nella fase più ricca di grandi prestigiatori di tutta la storia dell’ illusionismo.
Pinetti
Giuseppe Pinetti (Orbetello, 1750) è uno degli artisti che hanno lasciato il segno: si esibiva in tutta Europa tanto da guadagnarsi importanti titoli nobiliari e sociali e da potersi permettere abiti di lusso e carrozze trainate da cavalli bianchi. La tradizione vuole che Pinetti facesse da maestro al conte De Grisy (in arte Torrini) che sarebbe poi stato a sua volta l’ iniziatore di Robert-Houdin.
Il nome di Pinetti verrà sempre ricordato quale sinonimo di classe ed eleganza, a volte portate all’eccesso, impreziosite da una fine presunzione che caratterizzava l’artista. Il vistoso dispendio di denaro era uno spettacolo nello spettacolo e il biglietto da visita recitava una filastrocca di titoli che suonava più o meno così: conte Giuseppe Pinetti Willedal di Merci, Professore di matematica e di fisica naturale, Cavaliere dell’ordine di San Filippo, Ingegnere-geografo, membro della Reale Accademia di Bordeaux, consigliere finanziario di S.A.R. il principe di Limburg-Holstein, Pensionato della corte di Prussica, ecc. ecc. Uno degli anedotti riguardanti Pinetti che ci viene tramandato è la sua uscita dalle sette (per qualcuno quindici) porte di Pietroburgo.
Pinetti venne visto mentre varcava contemporaneamente tutte le porte della città che era stato invitato a lasciare. Pinetti venne rovinato e cadde in miseria dopo che un tale Henry Decremps, mediocre illusionista, scrisse un libro in cui cercava malamente di spiegarne i trucchi. Intitolato “La magie blanche devoillè” (1784) rimane comunque un testo importante anche per gli artisti di oggi perché contiene quelle che sono considerate universalmente le ‘regole‘ del prestigiatore.

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