Set  07
8

La Storia della Magia - [Part 3]

Storia della magia | ► Mago Jul

Bartolomeo-BoscoA Torino, nel 1793, nacque colui che viene considerato il più grande prestigiatore italiano di tutti i tempi: Bartolomeo Bosco. Su di lui ci giungono decine di aneddoti, molti dei quali inventati di sana pianta, che tuttavia dimostrano la popolarità raggiunta dall’ artista durante la sua carriera magica. Non ci è dato di sapere come fu iniziato all’ illusionismo, fatto sta che Bartolomeo Bosco viveva la magia 24 ore su 24. Mentre era al mercato, ad esempio, cominciò a far apparire monete da alcune uova acquistate da un ragazzo il quale, dopo aver assistito al prodigio, decise di non vendere le rimanenti a nessuno, certo di possedere una fortuna.

E’ questa una delle leggende ritenute fondate su questo incredibile personaggio. Un aneddoto invece sicuramente falso, nato dalla fantasia popolare, lo vuole alla corte di Napoli dove Bosco doveva esibirsi alle 8 in punto. Quando l’artista arriva, con oltre un’ ora di ritardo, ‘magicamente‘ tutti gli orologi in sala segnano le 8. Ma Bartolomeo Bosco viene ricordato dai prestigiatori di tutto il mondo per il gioco dei bussolotti, del quale abbiamo già parlato.

L’ artista torinese perfezionò questo effetto trasformandolo in un vero miracolo ancora oggi presentato da migliaia di moderni colleghi. Bosco girò l’ Europa con i suoi numeri e, dal 1821, lo vediamo esibirsi per il re di Hannover, per l’ Imperatore Alessandro, per il re di Prussica, per il re di Danimarca, per Napoleone III. Il suo spettacolo con effetti di altissimo livello era contraddistinto da una scenografia scura e macabra con candele e teschi, cosa che attirò le critiche del contemporaneo Robert-Houdin che assistette ad uno spettacolo dell’italiano. Quest’ultimo, nato a Blois nel 1805, è da molti considerato il più grande illusionista di tutti i tempi. Orologiaio e figlio di orologiai, Jean-Eugene Robert, questo il suo vero nome, si avvicinò all’ illusionismo dopo aver letto un libro sull’ argomento consegnatogli per sbaglio da un libraio. Il successivo incontro con il conte De Grisy, in arte Torrini, gli fece decidere di diventare illusionista a tempo pieno.
La sua specialità era la costruzione di automi e macchine meravigliose che, al tempo, venivano considerate opere di magia. Acquisì il nome d’ arte Robert-Houdin prendendo il cognome della moglie Cecile e fregiandosi in questo modo di un appellativo già molto noto nel campo dell’ orologeria d’allora. Quanto ai suoi spettacoli in salotti e teatri, Robert-Houdin eliminò completamente le scenografie e gli abiti tetri per presentarsi con un semplice, elegante abito da sera su un palco ornato solo con qualche tavolino e qualche attrezzo. Ci avrebbe pensato l’artista, durante l’ esibizione, a far apparire alberelli e a presentare le varie meraviglie magiche destinate a riempire la scena. Per tali ragioni Jean-Eugene Robert-Houdin è oggi considerato il rinnovatore dell’arte magica.

Di lui ci rimangono le confidenze raccolte in un libro di ricordi: “Memoires d’un prestigeur” (1852), una sorta di autobiografia arricchita da aneddoti frutto della fantasia dell’ autore. La tomba di famiglia dell’ artista si trova nel cimitero principale di Blois, dove esiste anche una via che porta il suo nome, meta dei prestigiatori che giungono da tutto il mondo ad omaggiare questo grande artista.

Morto un Houdin se ne fa un altro. La battuta è di pessimo gusto ma quanto mai azzeccata. Tre anni dopo la morte del prestigiatore francese, infatti, venne alla luce Harry Houdini che, causa il cognome, viene spesso confuso con il suo predecessore. In realtà non si tratta di una coincidenza: Harry Houdini, infatti, è solo lo pseudonimo adottato dall’ ungherese Erich Weiss, proprio in onore di Robert-Houdin di cui era un grande ammiratore.
Erich scelse di diventare prestigiatore dopo aver letto il citato “Memoires d’un prestigeur” e non ebbe mai dubbi sulla carriera che avrebbe intrapreso. La sua passione per l’ arte magica era quasi maniacale. Giovanissimo presentava spettacoli in taverne e pub in collaborazione con fratelli e amici che però presto lo abbandonarono a causa del suo carattere troppo perfezionista.
A vent’anni si sposò con la diciottenne Beatrice Rahner che divenne sua assistente in show sempre migliori di escapologia (termine che indica l’arte di evadere da qualsiasi legatura o incatenamento, coniato dallo stesso Houdini) di cui l’illusionista resta l’ incontrastato Re. Le sue specialità erano esperimenti in cui, legato e incatenato mani e piedi, cercava di evadere da scatole o bauli a loro volta chiusi con catene e lucchetti e, spesso, calati in fiumi o laghi se non, addirittura, riempiti d’acqua. Morto la notte di Halloween del 1926 in seguito a complicazioni post-operatorie, Houdini viene anche ricordato per la sua personale lotta contro i falsi medium e la magia spiritica, lotta che, a tutt’oggi, è portata avanti da scienziati, ricercatori e prestigiatori.


Tags:
Pubblicato da Mago Jul il Sabato 8 Settembre 2007


Puoi seguire le risposte di questo articolo a traverso i canali "RSS 2.0" e un trackback da tuo proprio sito.

Lascia un Commento, dimmi cosa ne pensi...